Storia: l’indice delle vicende della Sanremese Calcio

10 gennaio 2009

I testi che vi proponiamo di seguito, sono una sintesi tratta da “Sanremo Biancazzurra – Il romanzo della Sanremese” di Sergio Sricchia e Bruno Monticone (1999). In essi è narrata la storia della società matuziana dalle origini fino al 1998.  I brani successivi sono un resoconto di Gerson Maceri.

Per facilitarvi la navigazione fra le pagine della storia biancoazzurra, vi proponiamo un utile indice. Per consultare la sezione che vi interessa, basterà cliccare il testo “Disponibile” che si trova a fianco di essa.

 

La storia della Unione Sportiva Sanremese Calcio 1904 – Indice

1911: nasce la sezione “calcio”. Prima vittoria.

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1920: la Sanremese Calcio nell’ombra dell’ULIC.

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1929: il campo, una necessità reclamata a lungo.

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1934: affiliazione alla FIGC e mercato esotico.

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1935-37: due promozioni per conquistare la B.

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1937-40: tre grandi stagioni nella B delle big.

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1940: gli anni di guerra fra Serie C e Juventus.

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1945: finita la guerra, ancora caccia alla Serie B.

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1952: la “splendida follia” della C a girone unico.

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1958-74: il declino nell’oblio del calcio regionale.

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1974-79: rinascita e cavalcata verso la Serie C1.

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1979-87: il sogno della C travolto dal fallimento.

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1987-98: all’inferno e ritorno, la scalata alla C.

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1998-00: addio precoce alla C2 fra mille illusioni.

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2000-04: fattore C, la Sanremese torna in C2.

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2004-07: l’illusione della C1 e la realtà della D.

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2007-08: ancora retrocessione e fallimento.

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Storia: ancora una retrocessione, ancora un fallimento

10 novembre 2008

Con la retrocessione in Serie D, si aprono scenari cupi. Il Presidente Pianese annuncia il suo disimpegno economico nella società di Corso Mazzini e la volontà di mandare in campo gli juniores nella stagione 2007/2008. Sembra l’inizio della fine.

Ma giunge a Sanremo un imprenditore che sembra avere le caratteristiche giuste per una pronta risalita: Flaviano Tonellotto. Leggi il seguito di questo post »


Storia: svanisce il sogno C1, torna l’incubo D

14 dicembre 2007

La stagione 2004-05 in C/2 deve portare alla Sanremese una salvezza tranquilla. In panchina è riconfermato il contestato Soda, la rosa viene arricchita dal centravanti Pelatti, dal play-maker Pessotto, dal matuziano doc Bianchi e da Padoin, che vanta una breve militanza nell’Empoli in serie A. In Coppa Italia però arriva una vittoria in sei gare.

In campionato, dopo quattro giornate la Sanremese ha un solo punto. La quinta, con la polemica che sale alta fra i tifosi, diventa decisiva. Di scena a Sanremo la Pro Sesto. Che sbaglia un rigore sullo 0-0 al 66’, e che ne regala un altro alla Sanremese dieci minuti dopo, che Pelatti però trasforma dopo una ribattuta.

Da qui comincia una scalata memorabile, che porta addirittura la Sanremese al primo posto della C/2 a metà girone di ritorno. Poi i problemi societari, con Ruggieri che non trova l’accordo col Casinò e il Comune, una presunta persecuzione arbitrale, le squalifiche… E’ storia recente.

La Sanremese chiude al sesto posto, fuori dai play-off che avrebbe meritato più di chiunque altro, a causa della sconfitta nello scontro diretto all’ultima giornata a Valenza (0-3 con 150 tifosi biancoazzurri al seguito).


Storia: dopo un lungo e travagliato percorso, è ancora C2

14 dicembre 2007

E’ una estate giocoforza rovente quella che segue la retrocessione. La Sanremese rischia nuovamente di sparire, ma grazie al solito gruppo di imprenditori locali capeggiati da Cichero e Dolzan, la squadra si iscrive alla Serie D 2000-01.

La squadra, a fine agosto, è ancora da costruire. Fortuna che arriva un attaccante svincolato, Orazio Millesi, che con i suoi 16 goal si rivelerà lieta sorpresa di stagione. La Sanremese, senza preparazione ed allestita in una settimana con ciò che passa il convento, attacca subito la vetta.

A dicembre, col Derthona primo a 27 punti e la Sanremese seconda a 24, si profila un nuovo scontro al vertice. Ma non è così. Cichero chiede al gruppo Cavallo di cedere le sue quote, ma il piemontese tentenna. La Sanremese, in segno di protesta, svincola tutti i giocatori e gioca un manipolo di partite con la Juniores.

Quando finalmente la cessione arriva, e i giocatori in gran parte tornano, il treno per la C/2 è già passato ed anzi, la salvezza affannosa giunge solo a due giornate dalla fine.

L’anno successivo, 2001-02, la squadra si riorganizza. Ma sono Savona ed Ivrea a dominare la scena. La Sanremese arriva quinta, un buon quinto posto, targato Prunecchi, Modenese, Iannolo. Un’altra squadra operaia che dà filo da torcere anche all’Ivrea capolista all’ultima giornata (1-2 al “Comunale” contestatissimo), ma che manca di qualcosa per fare il vero salto di qualità.

La Serie D 2002-03 nasce però sotto i migliori auspici: arriva a Sanremo un nuovo gruppo dirigenziale, solido ed ambizioso, capeggiato dall’imprenditore edile Giuseppe Ruggieri. All’inizio, la collaborazione con il gruppo dirigenziale locale pare funzionare, la campagna acquisti concertata con Cichero porta a Sanremo i promettenti bomber Lupo, Criniti e Protti, ma con i primi risultati scadenti, crollano le certezze.

Alla prima giornata, la Sanremese cade a Cappiano Romaiano per 1-0 in Toscana. Lo stupore (apparso alla fine ingiustificato visto il primo posto dell’outsider terribile) e la vergogna per tale sconfitta, portano Ruggieri ad esonerare il tecnico delle “mille promozioni”.

In panchina viene chiamato Fausto Silipo, ex Palermo in Serie A. Trova una squadra a pezzi, carente, che a gennaio si tenta di correggere con l’apporto di Calabria e Gambardella.

Ma la sua cura funziona: dai bassifondi, la Sanremese risale vittoria su vittoria, macina gioco spettacolare e trova nell’argentino Trimarchi, in Galoppo ed altri gregari una squadra tutto cuore e cervello. E l’aggancio in extremis al terzo posto che vale ampiamente i play-off è cosa fatta!

Vittoria con la Massese in semifinale, e finale a Sansovino. Basta un pareggio, ma all’86’ è Fatone a congelare i 50 tifosi matuziani giunti in provincia di Arezzo. Niente promozione. Il 2003-04 è ancora in Serie D.

La Sanremese è la favorita insieme alla Massese, senza dubbio. Annovera l’esperto Biffi in difesa, Rotoli in porta, Santini centravanti e Fruzza in regia. E’ un braccio di ferro fantastico. La Sanremese è in testa, ma col pareggio nel derby con la derelitta Imperia (0-0 al “Comunale”), il vento cambia.

Lo scontro diretto con i toscani al “Comunale”, in diretta su Rai Sport Sat davanti a 3000 persone (800 da Massa), vede la Massese trionfare 2-0. Per la Sanremese è notte fonda. Silipo tenta di rianimare la squadra ma alla ventitreesima giornata viene clamorosamente avvicendato dal Direttore Generale Antonio Soda. In poco tempo, la squadra perde il treno del primo posto ma si qualifica ai play-off, elimina la Sestese in semifinale e solo con un eurogol di Gambardella (ironia della sorte, l’autore dell’errore difensivo che era costato l’anno prima la promozione) al 94’ piega la Lavagnese in finale. E’ grazie a quel tanto atteso goal che la Sanremese ottiene la sospirata C/2 tramite ripescaggio!


Storia: una C2 appena assaporata lascia il posto alla D

14 dicembre 2007

La conferma in panchina di Cichero è la prima base su cui si fonda la stagione biancoazzurra. In porta è arrivato Bozzini, dalla Sardegna l’esterno destro Scanu. La formazione è pressoché quella che ha vinto il CND.

L’esordio del campionato 1998-99 è confortante: 1-0 al Comunale contro l’Albinoleffe con rigore di Bifini. Poi sei pareggi e una flessione pesante. Flessione che, alla diciottesima giornata, induce Bella all’esonero di Cichero e a chiamare a Sanremo Salvatore Di Somma, sergente di ferro ex Avellino, amante del 3-5-2 e della disciplina. E con lui, la Sanremese pericolosamente scesa negli inferi della zona play-out si risolleva. Grazie ad una difesa rocciosa ed imperniata su Bozzini, Bertolone, Vecchio, Baldisserri e Luceri, ai dodici goal di Lerda, ed anche all’innesto del centrocampista sinistro Benjamin Clement, i biancoazzurri si salvano con diverse giornate di anticipo, chiudendo in una più che onorevole decima posizione.

La stagione successiva, 1999-00, si apre con l’ormai classico ribaltone societario: alla Sanremese approda il gruppo Cavallo, imprenditore di Mondovì. Organizzazione seria, obiettivi ambiziosi (“La Serie C/1 da raggiungere in due o tre anni”), campagna acquisti apparentemente vincente: arriva il tecnico Masi, miracoloso nella salvezza del Pontedera l’anno prima, poi il bomber Mosca, il giovane marcantonio Tozzi Borsoi, il fantasista veneto Tomaselli, i mediani Figaia e Lorenzini, il terzino sinistro Borghi, fra gli altri.

In Coppa Italia tutto pare filare liscio (pareggio con lo Spezia subito in extremis al “Comunale”, vittoria esterna sul Modena), ma in campionato, fra sfortuna, squalifiche ed infortuni, è un calvario.

Tre sconfitte consecutive, fra cui un derby ad Imperia, poi la prima vittoria a Vercelli dopo sette giornate, bissata subito all’ottava col Novara. Sembra l’inizio della rinascita, ma si rivelerà presto un fuoco di paglia. La Sanremese naviga fra ultima e penultima posizione per tutto il torneo, e a nulla valgono il duplice cambio di allenatore (Viviani, poi a sua volta cacciato per il ritorno di Masi) e la campagna di rafforzamento col ritorno di Lerda e l’arrivo di Minetti.

All’ultima giornata, la Sanremese ultima gioca in casa con l’Alessandria seconda e tranquilla, la Rondinella penultima con lo Spezia già promosso. I biancoazzurri devono vincere, i fiorentini perdere. Ma al 75’, quando la Sanremese vince 1-0 e sull’altro campo si è ancora sullo 0-0, Baldisserri segna un autogol, con un colpo di testa all’indietro che supera Bozzini in uscita da 25 metri e si infila beffardo dopo vari rimbalzi in rete. E’ 1-1 a Sanremo, 0-0 per la Rondinella. La Sanremese retrocede proprio nell’anno che doveva essere del rilancio, al coro “Vergogna, vergogna” dei tifosi.


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