E’ una estate giocoforza rovente quella che segue la retrocessione. La Sanremese rischia nuovamente di sparire, ma grazie al solito gruppo di imprenditori locali capeggiati da Cichero e Dolzan, la squadra si iscrive alla Serie D 2000-01.
La squadra, a fine agosto, è ancora da costruire. Fortuna che arriva un attaccante svincolato, Orazio Millesi, che con i suoi 16 goal si rivelerà lieta sorpresa di stagione. La Sanremese, senza preparazione ed allestita in una settimana con ciò che passa il convento, attacca subito la vetta.
A dicembre, col Derthona primo a 27 punti e la Sanremese seconda a 24, si profila un nuovo scontro al vertice. Ma non è così. Cichero chiede al gruppo Cavallo di cedere le sue quote, ma il piemontese tentenna. La Sanremese, in segno di protesta, svincola tutti i giocatori e gioca un manipolo di partite con la Juniores.
Quando finalmente la cessione arriva, e i giocatori in gran parte tornano, il treno per la C/2 è già passato ed anzi, la salvezza affannosa giunge solo a due giornate dalla fine.
L’anno successivo, 2001-02, la squadra si riorganizza. Ma sono Savona ed Ivrea a dominare la scena. La Sanremese arriva quinta, un buon quinto posto, targato Prunecchi, Modenese, Iannolo. Un’altra squadra operaia che dà filo da torcere anche all’Ivrea capolista all’ultima giornata (1-2 al “Comunale” contestatissimo), ma che manca di qualcosa per fare il vero salto di qualità.
La Serie D 2002-03 nasce però sotto i migliori auspici: arriva a Sanremo un nuovo gruppo dirigenziale, solido ed ambizioso, capeggiato dall’imprenditore edile Giuseppe Ruggieri. All’inizio, la collaborazione con il gruppo dirigenziale locale pare funzionare, la campagna acquisti concertata con Cichero porta a Sanremo i promettenti bomber Lupo, Criniti e Protti, ma con i primi risultati scadenti, crollano le certezze.
Alla prima giornata, la Sanremese cade a Cappiano Romaiano per 1-0 in Toscana. Lo stupore (apparso alla fine ingiustificato visto il primo posto dell’outsider terribile) e la vergogna per tale sconfitta, portano Ruggieri ad esonerare il tecnico delle “mille promozioni”.
In panchina viene chiamato Fausto Silipo, ex Palermo in Serie A. Trova una squadra a pezzi, carente, che a gennaio si tenta di correggere con l’apporto di Calabria e Gambardella.
Ma la sua cura funziona: dai bassifondi, la Sanremese risale vittoria su vittoria, macina gioco spettacolare e trova nell’argentino Trimarchi, in Galoppo ed altri gregari una squadra tutto cuore e cervello. E l’aggancio in extremis al terzo posto che vale ampiamente i play-off è cosa fatta!
Vittoria con la Massese in semifinale, e finale a Sansovino. Basta un pareggio, ma all’86’ è Fatone a congelare i 50 tifosi matuziani giunti in provincia di Arezzo. Niente promozione. Il 2003-04 è ancora in Serie D.
La Sanremese è la favorita insieme alla Massese, senza dubbio. Annovera l’esperto Biffi in difesa, Rotoli in porta, Santini centravanti e Fruzza in regia. E’ un braccio di ferro fantastico. La Sanremese è in testa, ma col pareggio nel derby con la derelitta Imperia (0-0 al “Comunale”), il vento cambia.
Lo scontro diretto con i toscani al “Comunale”, in diretta su Rai Sport Sat davanti a 3000 persone (800 da Massa), vede la Massese trionfare 2-0. Per la Sanremese è notte fonda. Silipo tenta di rianimare la squadra ma alla ventitreesima giornata viene clamorosamente avvicendato dal Direttore Generale Antonio Soda. In poco tempo, la squadra perde il treno del primo posto ma si qualifica ai play-off, elimina la Sestese in semifinale e solo con un eurogol di Gambardella (ironia della sorte, l’autore dell’errore difensivo che era costato l’anno prima la promozione) al 94’ piega la Lavagnese in finale. E’ grazie a quel tanto atteso goal che la Sanremese ottiene la sospirata C/2 tramite ripescaggio!