Dirigente: Stanzione Vincenzo

Il personaggio. Dirigente della Sanremese per 45 giorni, il dott. Vincenzo Stanzione si è defilato il 19 ottobre 2006 con la stessa rapidità e sorpresa con la quale arrivò a Sanremo il 4 Settembre 2006. Dalla magniloquente presentazione su Primocanale al misterioso defenestramento, il passo è breve.

La storia. Per ricostruire il vissuto calcistico di Vincenzo Stanzione, ci affidiamo alle autorevoli impressioni rilasciateci dal Direttore di www.soccerpuglia.it Paride Sgobba: “Stanzione entra nei quadri societari del Taranto per la prima volta nella stagione 2002/03, come amministratore delegato, all’indomani della stagione culminata con la sconfitta in finale play-off col Catania nel campionato di C1.

Il primo anno di Stanzione è senza infamia e senza lode, perché il Taranto disputa un campionato tranquillo ottenendo la permanenza in C1. L’anno successivo Stanzione viene nominato presidente, una stagione difficilissima da gestire per il massimo dirigente tarantino che deve fronteggiare il continuo valzer di allenatori, la situazione societaria molto deficitaria tant’è che il Taranto retrocede in C2 attraverso i play-out. L’anno successivo è drammatico per le sorti rossoblu, il presidente uscente Pieroni si disimpegna e provvede solo al pagamento della fidejussione necessaria per l’iscrizione al campionato di C2. Il Taranto ha sotto contratto solo tre calciatori, non ha un allenatore, non ha soldi per le spese vive.

Stanzione presidente allestisce un organico provvisorio, tesserando un numero minimo di calciatori svincolati ingaggiandoli al minimo sindacale, grazie alla fideiussione depositata in Lega. E’ in questo periodo che si vede in maniera più lampante l’operato di Stanzione, che cerca in tutti i modi di salvare la società e la faccia della città che rappresenta. Non molla fino all’ultimo, mostrandosi persona seria e ligia al suo lavoro, equilibrata e professionale, cerca ogni soluzione possibile per superare ogni piccolo problema quotidiano che in assenza di liquidità diventa insormontabile. E a dir il vero ci riesce ma non può nulla quando il Tribunale dichiara il fallimento della società nell’ottobre 2004. E col fallimento termina anche l’avventura di Stanzione.

Si tratta comunque di un personaggio sconosciuto negli ambienti del calcio prima del suo impegno a Taranto, poi grazie a questa esperienza ha stretto amicizie nel mondo del pallone e da qui probabilmente la chiamata nella vostra Sanremese”.

L’uomo. Dante Sebastio, direttore del quotidiano multimediale pugliese di sport www.blunote.it, ci traccia invece un profilo caratteriale di Vincenzo Stanzione: “Nel suo curriculum da dirigente c’è solo, oltre al fugace approdo sanremese, la presidenza a Taranto nella complicatissima gestione Pieroni di cui, riteniamo, sia stata una vittima.

Enzo Stanzione è una bravissima persona, innamorata del suo Taranto, che ha avuto il coraggio di esporsi a pubblico ludibrio quando le cose non andavano benissimo, anzi.

Ha preso insulti e “schiaffi” per difendere il “suo” Pieroni che lo ha trascinato nel fallimento.

Non avendo poteri decisionali (tutto passava dallo stesso Pieroni e dal diggì Montella) a Taranto ha fatto la parte del parafulmine, null’altro. Infatti, con tutto il rispetto, mi è sembrato strano che lo avessero “assunto” a Sanremo. Questo è tutto, anche perchè dopo il fallimento del dicembre 2004 era uscito di scena”.

Visto dai tifosi. Fra i supporters tarantini, il metro di giudizio sull’operato di Stanzione cambia radicalmente. Visione esagerata o genuina? Noi, per par condicio, pubblichiamo anche le loro opinioni: “La stampa in genere ha edulcorato troppo certi comportamenti e incensato insensatamente certi personaggi. Il Taranto, nella stagione 2004/05, non doveva essere ammesso in C2 perchè coperto da una valanga di debiti, altro che il risanamento bluff di Pieroni e Stanzione!  Il fallimento, in pratica, fu semplicemente rimandato di qualche mese: dicembre 2004 e il destino del Taranto si sarebbe compiuto. Inesorabile.  In estate si pagarono i creditori più urgenti, spalmando i tanti stipendi avanzati da tesserati, calciatori e dipendenti al motto di ‘Se il Taranto fallisce, non prenderai niente, perciò è meglio se decidi di prendere quello che ti spetta in rate da 18-24 mensilità’. Con questo stratagemma si rimandò – e ripeto, semplicemente rimandò – il fallimento del Taranto di qualche mese. Noi dovremmo ringraziare qualcuno, o considerare un giorno felice, quello dell’iscrizione alla C2 senza una lira ne’ un patrimonio tecnico a disposizione?  Ma per favore. Non c’è nulla e nessuno da ringraziare, se i soldi della cessione di Rigano’ e Biancolino e dei 15mila che puntualmente, ogni domenica, affollavano con i loro biglietti il gremito Jacovone, sono stati sciupati con una gestione dissennata e sprecona”.

E ancora: “Fu un periodo ambiguo popolato da personaggi ambigui quello della gestione Pieroni-Stanzione. Tante porcherie, coperte o meno, e tanti opportunisti hanno infangato il buon nome del calcio cittadino. Se la Sanremese si appoggiasse a certi personaggi, si potrebbe prospettare un futuro nero”. 

I documenti. Nella nostra ricerca, dobbiamo sottolineare la presenza di due deferimenti a carico del dirigente Stanzione: il primo (C.U. datato 24 agosto 2005) “per la violazione di cui all’art. 1, comma 1, C.G.S., per aver tenuto comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e probità, e la società pugliese per la violazione di cui all’art. 2, comma 4, C.G.S., per responsabilità diretta nella violazione ascritta al suo presidente.

Secondo l’incolpazione, al fine di ottenere anticipazioni bancarie dalla filiale tarantina della BNL la società aveva presentato all’istituto di credito una lettera datata 4 luglio 2002 – falsa nel contenuto, nella firma e nella provenienza – nella quale la Lega di appartenenza si riconosceva debitrice nei confronti del Taranto Calcio per la somma di €. 151.297, 99.

Dopo un rinvio per chiarimenti istruttori, all’odierna riunione il rappresentante della Procura Federale, avv. Roberto Lombardi, ha chiesto, in assenza delle parti deferite: il proscioglimento del sig. Stanzione per non aver commesso il fatto; la dichiarazione di difetto di giurisdizione in ordine alla società, dichiarata fallita; la trasmissione degli atti alla Procura Federale per verificare quanto di competenza in ordine ai signori Massimo Giove e Vincenzo Fogliamanzillo.

Ritiene la Commissione che la richiesta del Procuratore Federale debba essere accolta, posto che, come evidenziato anche dallo Stanzione, alla data della lettera per la quale vi è stata la contestazione, ben diverso era l’organigramma della società, ed estraneo risultava il deferito, nominato legale rappresentante della società il 23 agosto del 2002…”.

Il finale è quindi scontato: per Vincenzo Stanzione vi è il “proscioglimento dall’addebito a lui ascritto per non aver commesso il fatto”.

Il secondo deferimento arriva invece col C.U. del 7 ottobre 2005, con la seguente motivazione: “per violazione di cui all’art.1 comma 1° C.G.S. in relazione all’art.21 commi 2 e 3 N.O.I.F. per avere avuto responsabilità gestionali, quali dirigenti della Taranto Calcio S.r.l., nel biennio antecedente la dichiarazione di fallimento della società avvenuta il 26/10/2004.

All’odierna riunione presenziavano il rappresentante della Procura Federale avv. Federico Bagattini e Vincenzo Stanzione. In limine litis rileva l’organo Giudicante che l’atto di deferimento del Procuratore Federale risulta notificato al curatore e presso la società nonostante l’intervenuto fallimento e non personalmente agli incolpati in contrasto con quanto disposto dall’art. 28 comma 5 C.G.S.

Ne consegue l’improcedibilità dell’odierno deferimento e la restituzione degli atti al Procuratore Federale per il prosieguo atteso il rilevato vizio in procedendo”.

Per questo, la Commissione ha ritenuto “improcedibile per difetto di notifica il deferimento in oggetto e ha rimesso gli atti alla Procura Federale”.

La recente avventura sanremese. Il 5 settembre la Sanremese Calcio, attraverso il suo sito ufficiale, comunica che “nell’ottica dell’ottimizzazione e del miglioramento della sua struttura societaria, dallo scorso 4 settembre è entrato a far parte dello Staff Dirigenziale il Dott. Vincenzo Stanzione, che va a ricoprire il ruolo di Direttore Organizzativo e Pubbliche Relazioni. Il 19 ottobre, come un fulmine a cielo sereno, arriva la separazione sempre affidata ad uno scarno comunicato sul sito ufficiale:Si comunica che tra la U.S. Sanremese Calcio e il dott. Vincenzo Stanzione si sono interrotti i rapporti di collaborazione. La Società ringrazia il dott. Stanzione per la fattiva collaborazione prestata e gli augura le migliori fortune in ambito lavorativo”.  Ma cosa accade nei suoi 45 giorni a Sanremo? Apparentemente nulla, o almeno nulla è trapelato dalla stanza dei bottoni biancoazzurra. La presentazione in pompa magna avviene durante la trasmissione di Primocanale “Tribuna Sanremese” del 9 settembre. Nella stessa, il dott. Stanzione viene definito “amico e uomo di fiducia” del Direttore Tecnico Antonio Sorano. Un’arte oratoria e retorica finemente impostata, quella di Stanzione, accompagnata da slanci di magniloquenza e d’amore per quella “nuova amante” di nome Sanremese.Un amore, reale o meno, che è durato lo spazio di una notte. Finito senza spiegazioni ufficiali e senza trascinare con sé ricordi particolarmente dolci. Un ipotesi di triangolo e fantacalcio. Come abbiamo documentato, Ermanno Pieroni e Vincenzo Stanzione hanno lavorato a braccetto in quel di Taranto. Non è quindi da escludere che il dirigente pugliese sia stato consulente esterno della società biancoazzurra già dall’estate 2005, viste due circostanze alquanto singolari: l’arrivo in quella campagna acquisti di ben tre giocatori ex Taranto a Sanremo (Maddè, Romano e Peruzzi) e la tentata organizzazione di una amichevole con l’Arezzo (del quale Pieroni è attualmente Direttore Sportivo) prima della scorsa estate.Questi contatti potrebbero essere fini a sé stessi o potrebbero precludere ad un ingresso nella società biancoazzurra, a qualunque titolo e quota, di Ermanno Pieroni…Le vie del calcio sono infinite, si sa.

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