Storia: l’affiliazione alla Federcalcio e il calciomercato esotico

14 dicembre 2007

La Sanremese Calcio, con il nuovo stadio, può così finalmente abbandonare la dimensione provinciale e i campionati dell’ U.L.I.C. per entrare nell’orbita nazionale della Federcalcio. Stagione 1934-35: la Sanremese allenata da Cassanelli gioca e vince il campionato di Seconda Divisione e viene ammessa alla Prima Divisione, l’attuale Serie C. Lo stesso allenatore ci offre uno spunto aneddotico grazie ad un trafiletto scritto di suo pugno sull’Eco della Riviera, probabilmente a seguito di qualche critica giunta dai tifosi in allenamento: “Ho avuto occasione di rilevare come talvolta il pubblico che assiste agli allenamenti delle squadre di calcio, si lasci trasportare ad inveire contro qualcuno dei calciatori per il suo giuoco ritenuto non soddisfacente. Tale sistema costituisce un gravissimo errore e pertanto richiamo il pubblico ad astenersi da tali manifestazioni, evitando così che si adotti il provvedimento di effettuare gli allenamenti a porte chiuse. L’allenatore Cesare Cassanelli”.

E’ chiaro ormai: il calcio a Sanremo sta passando da una dimensione casereccia ad una mascheratamente professionistica. Cominciano ad arrivare acquisti da fuori Sanremo. Il primo, nel 1933, è Emilio Salamano, dall’Acqui Terme, che così racconta il suo arrivo alla stazione ferroviaria di Sanremo: “Quando il treno sul quale viaggiavo si fermò sotto la pensilina della stazione notai una insolita animazione. Pensai che forse nello stesso convoglio v’era qualche alta personalità. Soltanto in seguito compresi che tutta quella folla era venuta per me. Ebbi una accoglienza che mai dimenticherò: autorità e sportivi mi accompagnarono quasi in corteo presso un albergo cittadino, ove fui colmato di cortesie e gentilezze”.

Nell’estate del 1933, arriva anche il primo straniero della storia della Sanremese: è uruguayano, si chiama Riccardo Frione, di professione attaccante. Approda a Sanremo via Ambrosiana Inter, che lo preleva dai Wanderers di Montevideo. Ormai la Sanremese è matura per conoscere l’apice della sua esistenza: la Serie B.

Annunci

Storia: il campo, una necessità reclamata a lungo

14 dicembre 2007

L’11 dicembre 1929 l’Eco della Riviera dà notizia delle nuove cariche sociali in seno all’Unione Sportiva Sanremese. Il Presidente Vittorio Allaria illustra un vasto programma di potenziamento della società. La sua attenzione però è rivolta in special modo al calcio, per il quale fa presente le difficoltà economiche e la deleteria mancanza di un campo, magari polisportivo.

In una intervista Allaria ripone molte speranze nella costruzione di un campo: “La sua attuazione risolverà il problema del benessere della società sportiva, rincuorerò ed attirerà la gioventù a dedicarsi ai suoi cimenti, sottraendola a divertimenti insani e poco educativi, spingendola all’amore dell’educazione fisica ritemprante la mente, il cuore, la salute, patrimonio prezioso per la patria. Tale sana palestra potrà servire agli aderenti all’Opera Nazionale Dopolavoro, premilitari, milizia, balilla, piccole e giovani italiane, scolaresche per le proprie manifestazioni di carattere. La creazione del campo sportivo comporta, ben inteso, il sorgere di una costruzione con sale adatte agli allenamenti”.

Poco dopo, miracolo dei tempi, l’appello viene accolto, e nel 1932-33 entra in funzione il complesso polisportivo che oggi è semplicemente lo Stadio Comunale. Sarà questo il volano che farà decollare il calcio a Sanremo. Nel giro di pochi anni, il calcio soppianta il pallone elastico nel ruolo di sport leader nel Ponente e anche la Sanremese esce dalla sua fase pionieristica ed amatoriale per darsi una vera e propria organizzazione societaria.


Storia: gli anni ’20, nell’ombra dell’U.L.I.C.

14 dicembre 2007

Nonostante il Trofeo Locatelli, il calcio a Sanremo rimane ancora una disciplina minore.

Addirittura la Sanremese non partecipa ai campionati della Federcalcio, bensì a quelli dell’U.L.I.C. (Unione Libera Italiana Calcio).

Una federazione minore, di basso livello, alla quale aderiscono squadre come Borgo Peri Imperia, SGUF Imperia, Circolo Agostino Scarpa Imperia, O.N.B.”E.Toti”Imperia, A.C. Ventimiglia, Vallecrosia, C.Antoniana Bordighera… Sfide di campanile, certo, ma di basso profilo.

Anche i giornali danno molto spazio al pallone elastico, mentre per la Sanremese che va a giocare sul campo del Borgo Peri, c’è solo “un augurio di una bella affermazione a quei volenterosi giovani”.

I volonterosi giovani, detto per inciso, sono i giocatori sanremesi, e non vi sono tracce di commenti tecnici! Un grande problema è la mancanza di un campo. Si è costretti a giocare su campi di fortuna, come il velodromo della Foce, o lo sferisterio del pallone elastico, o perfino nell’area del mercato dei fiori!

Una formazione di quegli anni: Lecci, Melini, Moraglia, Fico, Gragnani I, Gragnani II, Siviero, Ventura, Conti, Ughetto-Prainotti, Anselmi.


Storia: il calcio a Sanremo? Dal 1911

14 dicembre 2007

All’atto della fondazione dell’ U.S. Sanremese, avvenuta nel 1904, spicca la mancanza fra le tante discipline, di una sezione calcistica.

Solo nel 1911 nasce la prima Sanremese Calcio, sotto il nome prima di Ausonia, poi di Speranza. Primo presidente fu “Tunen” Canessa. Dopo anni di gestioni vivaci caratterizzate da cambiamenti dirigenziali repentini, la società ottiene il suo primo successo.

Il calcio, considerato in quei tempi il “parente povero” di altri sport come il pallone elastico, era poco seguito a Sanremo. La leadership calcistica del Ponente ligure apparteneva a Ventimigliese e Imperia. Ma la neonata Sanremese nel Trofeo Locatelli, all’inizio degli anni venti, supera entrambe le “cugine”, più il Bordighera. E’ un segnale forte, davanti al numeroso e appassionato pubblico di Taggia, dove si disputa il torneo.

La squadra era composta anche da tre rinforzi occasionali, uno svizzero e due genovesi, ed era accompagnata da una madrina. E’ il primo acuto di una storia ricca di emozioni…