Partita storica: 2006, Sanremese-Gallipoli 2-1

Sfuma la vittoria nella Coppa Italia di Serie C per una Sanremese decisa e coraggiosa che, in un Comunale finalmente gremito (quasi 2500 presenze, con 300 tifosi salentini) va in vantaggio con un rigore di Federici, viene raggiunta sul pareggio grazie a un penalty quanto mai discutibile, riapre i giochi con una magistrale punizione di Minieri e non entra nella storia per un nonnulla.
Ma mai come stavolta hanno vinto tutti: i giallorossi salentini, i biancazzurri sanremesi, dirigenza, tifoseria e città. Tranne, forse, chi ha fatto un fischio di troppo…

Sanremese: Brichetto; Maddè, Feliciello, Peruzzi, Cassaro; Paonessa (84′ Pettinà), Cersosimo (83′ Lodi), Papa, Giannascoli; Federici (73′ Minieri), Espinal. All. Musella G. Gallipoli: Negro; Nigro, Turone, Capece (84′ Di Pietro), Raimondi; Minadeo, Pagana (73′ Clemente), Iennaco; Castillo, Innocenti, Mele (73′ Esposito). All. Auteri.

Reti: 65′ rigore Federici (S), 70′ Castillo (G) rigore, 79′ Minieri (S)

Arbitro: Iannone di Napoli

Ammoniti: Peruzzi (S), Cersosimo (S), Paonessa (S), Nigro (S) Espulsi: nessuno

Recupero: 6′ (1′ pt + 5′ st) 

Sanremo (IM) – La Sanremese perde la Coppa ma conquista la città. Tutti i giornali questa mattina hanno parlato di “sogno sfumato” ma anche della risposta, positiva oltre il previsto, della città. Oltre duemila spettatori in una giornata feriale ed in un orario assolutamente inconsueto è il dato più importante, alla luce del risultato del match, di questa giornata che resterà comunque indimenticabile.Peccato perchè la sensazione, netta, di aver subìto un torto irreparabile resta e si rafforza il giorno dopo: la notte non ha affatto lenito il dolore per quello che è successo alla mezz’ora della ripresa, quell’insulso fischio di Iannone che ha fatto svanire non il sogno ma la concreta possibilità di vincere un trofeo prestigioso che la Sanremese avrebbe meritato ampiamente.Nessuno deve dimenticare quello che ha fatto la Sanremese del presidente Pianese in questa Coppa Italia, sempre all’altezza della situazione sino al suo atto finale. Un cammino travolgente che ha lasciato sul campo una serie di vittime illustri, comprese tre squadre di C/1 (Pro Sesto, Lucchese e Pro Patria) e che ha via via esaltato questa competizione che ad un certo punto sembrava proprio fatta apposta per i biancoazzurri.La serata più bella, quella della semifinale di ritorno contro la Pro Patria, la sfida che ha aperto le porte non solo alla finale ma anche alla partecipazione alla Tim Cup dell’anno prossimo contro formazioni di Serie A o B.La Sanremese ieri ha anche vinto la coppa del fair-play facendo buon viso a cattiva sorte, se così si può chiamare un errore madornale di un aitante arbitro in carriera, organizzando una festa di fine Coppa Italia in piazza Colombo davanti a circa 400 tifosi che hanno salutato e ringraziato con i loro cori e con il loro affetto tutta la Sanremese, dirigenza, squadra, allenatori, volontari e settore giovanile.Quando ormai la piazza si stava svuotando sono arrivati i gallipolini ma senza il suo presidente, fresco Senatore della Repubblica. Mister Auteri non ha nascosto il suo stupore per la dimostrazione di civiltà sportiva e di ospitalità offerta dalla Sanremese, ha ringraziato la Società di corso Mazzini e la gente di Sanremo per l’accoglienza riservatagli: forse sarebbe stato più corretto se a dire queste parole fosse stato il presidente Barba, che invece non ha ritenuto opportuno mantenere fede alla promessa di una sua presenza alla festa post-finale.La Sanremese incassa i ringraziamenti, i complimenti di tutto lo staff presidenziale della Lega di Serie C, mette in bacheca la Coppa della seconda classificata, e si consola con le immagini indimenticabili di uno stadio pieno e civile, forte dell’affetto dei suoi tifosi e della massiccia presenza dei tantissimi ragazzi del suo splendido settore giovanile.  
 

La partita – Bella, difficile, equilibrata nel risultato, ricca di giocate e di situazioni tattiche di categoria superiore: una stupenda doppia finale decisa da un black-out mentale che ha colto l’arbitro dopo la concessione del rigore, nettissimo, a favore dei padroni di casa.Il signor Iannone ha dimostrato di non essere in grado di sopportare la pressione psicologica che giocatori esperti, smaliziati sino al limite dell’antisportività (provate a contare le cadute finte, le proteste a volte ridicole, le perdite di tempo, le scientifiche provocazioni del Gallipoli sia all’andata che al ritorno) hanno esercitato per tutto l’arco del match.Dopo aver concesso il sacrosanto rigore alla Sanremese, l’arbitro è stato assediato da un nugolo di giallorossi al punto che si è perfino dimenticato di ammonire, almeno, l’autore del fallo su Espinal o qualcuno dei giocatori che lo hano insultato per la concessione del penalty.La sua paura si è materializzata poco dopo con la compensazione insopportabile di un rigore inesistente su richiesta dei feroci pugliesi, decidendo di fatto l’assegnazione della Coppa Italia.Non sono state moltissime le occasioni da gol ma c’era da aspettarselo dopo l’1-0 dell’andata. Al 6′ azione in percussione della Sanremese conclusa con un diagonale fuori bersaglio di Paonessa. Un minuto dopo bella conclusione di Cersosimo con palla che lambisce il palo alla sinistra di Negro. L’unica opportunità per gli ospiti al 23′ con un’azione ficcante sulla sinistra conclusa con un tiraccio fuori misura di Iennaco.La risposta dei matuziani al 27′ con Maddè che ruba palla nella tre quarti avversaria, entra in area palla al piede e calcia verso il primo palo dove Negro è ben appostato e riesce a bloccare. Alla mezz’ora punizione tagliata in area giallorossa di Papa, Peruzzi ed Espinal finiscono entrambi a terra e protestano ma non ottengono soddisfazione. Al 32′ Federici mette in movimento Espinal in area ospite, Negro esce a valanga e blocca. Prima dell’intervallo Brichetto compie finalmente un intervento bloccando a centro porta un colpo di testa di Raimondi.Nella ripresa al 10′ Castillo fugge sul filo, e oltre, del fuorigioco ma Brichetto esce e lo neutralizza. Al 18′ lancio di Papa in area per l’inserimento di Espinal, alle sue spalle arriva un carrarmato di nome Raimondi che lo stende platealmente a terra: calcio di rigore solare ma non per i pugliesi che protestano al punto che Federici, dopo essere stato disturbato ripetutamente dagli giocatori ospiti, tira il rigore quando il 20′ è già passato.L’attaccante laziale non lascia scampo a Negro infilando all’incrocio senza rincorsa. Uno a zero e la Sanremese pareggia i conti.La sfida si scalda, Iannone si spaventa e alla prima occasione fischia un rigore inesistente contro la Sanremese. E’ il 29′ quando un inocuo cross di Esposito dalla sinistra viene deviato in corner da Peruzzi che tocca con il fianco e con il braccio, attaccato al corpo. Rigore???? Castillo accetta il regalo ma calcia dove vola Brichetto, palla solo sfiorata che beffarda entra in porta.Adesso la Sanremese deve segnare due gol e riapre clamorosamente il match con la magistrale rete su punizione di Minieri al 34′. Mancano 11 minuti al termine più recupero (saranno 5′) e i biancoazzurri trovano energie per provarci: al 38′ l’ispirato Minieri ci prova da lontano con palla fuori di un metro. Al 40′ seconda parata di Brichetto su tiro in diagonale di Clemente, e al 46′ azione strepitosa di Minieri che salta avversari come birilli ma si trova la palla sul piede sbagliato al momento di concludere e l’azione sfuma. Come sfuma nel modo che tutta Italia ha visto a Sanremo: la possibilità per i biancazzurri di vincere la Coppa Italia

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